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domenica 24 gennaio 2010

La Cassata Siciliana di Nonna Pina & Enza


Una nuova Ricetta Tipica Siciliana, regalata da Nonna Pina & Nonna Enza !!!

*** Le dosi di questa ricetta sono per 6 persone.

Ingredienti del Pan di Spagna :

300 g di farina
250 g di zucchero
6 uova
1/2 bicchiere di latte
1 bustina e mezzo di lievito

Ingredienti del Ripieno :

500 g di ricotta
250 g di zucchero
300 g di canditi misti
200 g di marmellata di albicocche
100 g di cioccolato fondente
2 cucchiai di pistacchi sgusciati
1 baccello di vaniglia
1 bicchierino di maraschino
1 bicchierino di acqua di fiori d’arancio

Preparate il pan di Spagna incorporando le uova montate allo zucchero, al lievito e alla farina. Mescolate bene, ammorbidendo il composto con il latte. Imburrate una teglia e adagiatevi sul fondo un foglio di carta oleata, versatevi la pasta e passate in forno caldissimo, fino a quando non la vedrete lievitare: a questo punto abbassate la temperatura e lasciate cuocere per 15 minuti circa. Togliete il pan di Spagna dal forno, fatelo raffreddare e poi tagliatelo a fette di circa 1 cm di spessore. Foderate uno stampo (rotondo o rettangolare), ricoperto di carta oleata, con le fette di dolce e spennellatele con una piccola parte della marmellata, sciolta sul fuoco e mescolata con l’acqua di fiori d’arancio.

Mettete in un tegame lo zucchero, ½ bicchiere d’acqua e la vaniglia e lasciatelo su fuoco basso fino a quando il composto non avrà la consistenza di uno sciroppo. Eliminate quindi la vaniglia, fatelo intiepidire e incorporatevi la ricotta. Lavorate a lungo con un cucchiaio di legno sino a ottenere una crema liscia e senza grumi. Aggiungete i canditi, fatti a dadini, il cioccolato, a pezzetti, i pistacchi, che avete già spellato gettandoli nell’acqua bollente e asciugato accuratamente, e il maraschino. Versate la crema di ricotta nello stampo avendo cura che non rimangano vuoti d’aria all’interno del dolce e ricoprite il tutto con le fette di pan di Spagna. Mettete la cassata a raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore, poi sformatela con delicatezza su un piatto da portata e ricopritela con la glassa di marmellata e acqua di fiori d’arancio, guarnendola a piacere con frutta candita. Lasciate in frigorifero ancora 2 ore prima di servire.

venerdì 25 settembre 2009

I Simboli della Sicilia

Un vero siciliano, anche se vive lontano dalla propria terra d’origine, non può non conoscerli !!!


I simboli ufficiali della Regione Sicilia sono:
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a) la bandiera;
b) lo stemma;
c) il gonfalone.
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La bandiera Siciliana fu adottata ufficialmente con la legge regionale n. 1 del 2000, precedentemente i simboli ufficiali della Sicilia erano stemma e gonfalone, adottati con la legge regionale n. 12 del 1990.
La legge stabilisce che la bandiera siciliana sia esposta all'esterno del Parlamento siciliano (Assemblea Regionale Siciliana), dalla sede della giunta regionale, dalle sedi dei consigli provinciali e comunali, dalle sedi dei presidenti delle provincie regionali e dei sindaci dei comuni, nelle sedi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, negli edifici in cui sono costituiti seggi elettorali in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento siciliano.
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La bandiera.
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La bandiera della Sicilia è formata da un drappo di forma rettangolare, di colore rosso aranciato e giallo in senso diagonale, al centro riproduce lo stemma della Regione siciliana, raffigurante la Triscele color carnato con il gorgoneion e le spighe, che ha dimensioni pari a tre quinti dell'altezza della bandiera.
.La storia del Triscele è articolata e, per alcuni versi, ancora avvolta nel mistero poichè si ricollega alla mitologia: simbolo della Sicilia, è composta dalla testa della Gorgone, i cui capelli sono serpenti intrecciati con spighe di grano, dalla quale si irradiano tre gambe piegate all'altezza del ginocchio.
La Gorgone è un personaggio mitologico che, secondo il poeta greco Esioso (VIII - inizio VII secolo a.C.), era ognuna delle tre figlie di Forco e Ceto, due divinità del mare: Medusa (la Gorgone per antonomasia), Steno (la forte), Euriale (la spaziosa). Avevano zanne di cinghiale, mani di bronzo, ali d'oro, serpenti sulla testa e nella vita, abitavano presso le Esperidi (figlie di Atlante, abitanti presso l'isola dei Beati, nella parte più occidentale del mondo), ed erano in grado, con uno sguardo, di pietrificare gli uomini.
Le spighe di grano sono simbolo di fertilità del territorio.
Le tre gambe rappresentano i tre promontori (in greco triskeles) punti estremi dell'isola: capo Peloro (o punta del Faro, Messina), capo Passero (Siracusa), capo Lilibeo (o capo Boeo, Marsala).
.Un'altra versione della testa è quella di una donna, forse di una dea, in taluni casi raffigurata con le ali per indicare l'eterno trascorrere del tempo, contornata da serpenti per indicare la saggezza. I serpenti in seguito furono sostituiti da spighe di frumento dai Romani per significare la fertilità della terra dell'Isola e simboleggiare il suo status di "granaio" di Roma.
Il Triscele apparve sulla scena prima della colonizzazione greca dell'isola, ma furono i Greci per primi a chiamarla Trinakìa (mutato nel tempo in Trinacrìa), dalla parola greca: trinacrios, che significa treis (tre) e àkra (promontori), da cui anche nel latino trìquetra (a tre vertici). Il Triscele, in seguito, fu adottato dai greci come simbolo della Trinacria, che è rimasto un sinonimo per Sicilia.
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Gli studiosi sono concordi nell'affermare che si tratta di un antico simbolo religioso orientale, sia che rappresentasse il dio Baal, o il sole, nella sua triplice forma di dio della primavera, dell'estate e dell'inverno, sia che rappresentasse la luna con le gambe talora sostituite da falci lunari. Le sue più antiche manifestazioni documentarie, si trovano. in monete di varie città dell'Asia Minore, come Aspendo in Panfilia, Olba in Cilicia, Berrito e Tebe nella Troade, ed in città della Licia, con datazione variabili dal VI al IV secolo a.C.. Il simbolo della Trinacria, se perdette il suo originario valore solare, ne acquistò uno sacrale in Sicilia, dato il suo valore apotropaico, che lo trasformò in una sorta di talismano.I normanni, arrivati in Sicilia nel 1072, esportarono la Trinacria nell'isola di Man, che la scelse come simbolo in sostituzione di quello precedente (un vascello) di origine scandinava.
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Il vessillo ufficiale della Regione Siciliana, drappo bicolore giallorosso con al centro il vecchio simbolo triscelico della Trinacria, esprime diagonalmente il giallo della bandiera civica di Palermo e il rosso della bandiera civica di Corleone, che fu il primo comune siciliano a seguire l'esempio di Palermo nella vigorosa rivolta antifrancese del Vespro Siciliano, scoppiato nella Città di Palermo il 30 Marzo 1282, che vide la contesa tra gli angioini ed i siciliani ai quali si allearono gli aragonesi.
Un momento di rilevanza simbolica della Trinacria nella storia della Sicilia si è avuta il 30 agosto 1302 con la costituzione dell'isola in Regno di Trinacria a seguito della pace di Caltabellotta, alla conclusione della guerra del Vespro. La titolarità del regno era, dal punto di vista formale, assegnata a Federico II d'Aragona, di fatto era indipendente dal resto dei possedimenti angioini nell'Italia meridionale.
La Trinacria è presente anche negli stemmi di varie dinastie nobili quali gli Stuart d'Albany d'Inghilterra (forse derivato proprio dal loro dominio su isole del mare d'Irlanda, tra cui l'isola di Man), i Rabensteiner di Francia, gli Schanke di Danimarca, i Drocomir di Polonia e in quello di Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie all'inizio del 1800.
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Il gonfalone.
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Il gonfalone della Regione siciliana, delle dimensioni di metri due per uno, è costituito da uno scudo collocato su fondo azzurro, a sua volta campeggiante su uno scudo inquartato (in alto, a sinistra, giallo; a destra, rosso aranciato, con l'iscrizione colore bianco «REGIONE SICILIANA»; in basso, a sinistra, rosso aranciato; a destra, giallo), bordato da un filetto colore oro.
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Il criterio che ha presieduto al disegno del gonfalone, che è gelosamente conservato alla Presidenza della Regione di piazza Indipendenza a Palermo, è stato quello di raffigurare gli emblemi delle famiglie che hanno fatto della Sicilia un Regno.
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In alto a sinistra si trova quello degli Altavilla (famiglia normanna).
La loro "avventura nel Sud" iniziò nel santuario di San Michele a monte S. Angelo, dove si erano recati in pellegrinaggio e dove furono "ingaggiati" per cacciare i bizantini dal meridione d'Italia. Lo fecero così bene, che mentre Roberto il Guiscardo cacciò i "greci", il fratello minore, Ruggero, con una guerra durata trent'anni, fece lo stesso in Sicilia con gli arabi, sconfiggendo l'Islam e restituendo piena libertà alla fede cristiana. Essi portarono la nostra regione a grande splendore, costruirono le grandi chiese arabo-normanne, diedero pace e benessere al nostro popolo. L'aquila nera presente nel secondo quarto, in alto a destra, è l'emblema degli Hohestaufen, duchi di Svevia, e successivamente imperatori del Sacro Romano Impero. Federico II, figlio di Enrico VI e dell'ultima normanna, Costanza, regnerà da Palermo sul Sacro Romano Impero. Le spoglie di questi tre personaggi riposano nella cattedrale di Palermo.
Nel terzo quarto sinistro, in basso, la triscele (in colore carnato su campo argenteo).
Nell'ultimo quarto è presente il simbolo della casa aragonese, i cui colori rosso ed oro richiamano l'origine spagnola e le due aquile nere il suo legame con gli svevi.

I Simboli della Sicilia. 

martedì 4 agosto 2009

" Vacci Lisciu " - PLAXO & TWITTER

Non potevamo di certo mancare su PLAXO e TWITTER, alleghiamo sotto i 2 LINK ad altri importanti Social Network / MicroBlogging
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VACCI LISCIU @ PLAXO
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Seguiteci ... a presto e Buone Ferie !!!

mercoledì 1 luglio 2009

IL LIMONCELLO E IL MANDARINETTO DI SICILIA

Nonostante la paternità del limoncello sia contesa da amalfitani, sorrentini e capresi, la Sicilia ne è una delle maggiori produttrici grazie alla buona qualità e la grande quantità dei limoni presenti sull’isola.
Vi forniamo la nostra ricetta sicula, ormai consolidata da anni e di nostro gradimento, che speriamo piaccia pure a voi!!

IL LIMONCELLO DI SICILIA

Ingredienti:
0.5 l di alcool puro
150 g di bucce di limoni non trattati
600 g di zucchero
1 l di acqua

Preparazione:

tagliare le bucce dei limoni (non trattati con sostanze chimiche) utilizzando il pelapatate in modo da asportare solo la parte superficiale della buccia (cioè solo la parte gialla). Mettere le bucce in infusione con l’alcool in un barattolo con chiusura ermetica e lasciarlo per 15 giorni al buio.
Trascorsi i 15 giorni sciogliere lo zucchero nell’acqua calda, poi filtrare l’alcool e miscelarlo all’acqua zuccherata fredda.
Lasciare riposare per altre 24 ore e servire ben freddo, soprattutto come digestivo dopo i pasti.


... leggete e annotate anche la ricetta del mandarinetto, che è simile a quella del limoncello, vi sarà utile nel periodo adatto, cioè quando avrete a disposizione tanti mandarini.

Questo liquore è tipicamente di origine sicula!!

IL MANDARINETTO DI SICILIA

Ingredienti:
0.5 l di alcool puro
150 g di bucce di mandarini non trattati
600 g di zucchero
1 l di acqua

Preparazione:

tagliare le bucce dei mandarini (non trattati con sostanze chimiche) utilizzando il pelapatate in modo da asportare solo la parte superficiale della buccia (cioè solo la parte arancione). Mettere le bucce in infusione con l’alcool in un barattolo con chiusura ermetica e lasciarlo per 15 giorni al buio.
Trascorsi i 15 giorni sciogliere lo zucchero nell’acqua tiepida, poi filtrare l’alcool e miscelarlo all’acqua zuccherata fredda.
Lasciare riposare per altre 24 ore e servire ben freddo, soprattutto come digestivo dopo i pasti.

mercoledì 6 agosto 2008


Partecipate al BLOG VacciLisciu FunClub !!
Inviateci le vostre foto e i vostri articoli
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E’ iniziato il gran caldo d’agosto e le valigie sono già pronte per la partenza.
Le mete per le vacanze estive saranno le più disparate, ma come resistere al richiamo della Sicilia??!!
Dovunque vi troviate avremmo il piacere di ricevere descrizioni e notizie, da inserire sul Blog VacciLisciu FunClub, sui luoghi da voi scelti, rendendoci partecipi delle vostre vacanze grazie alle vostre foto, in cui magari indossate uno dei capi Vacci Lisciu !!
Allora, che aspettate, inviate le vostre e-mail a
blog@vaccilisciu.com, il vostro articolo sarà on-line!

domenica 3 agosto 2008

Sito Vacci Lisciu … On-Line !!!
Dopo tanta attesa " semu arrivati "
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E’ on-line il nuovo sito Vacci Lisciu.com, sito vetrina dei prodotti marcati Vacci Lisciu. Il sito può essere letto in italiano e nel dialetto siciliano, sarà vostra scelta selezionare la lingua che più preferite e per chi non conoscesse il siciliano questa potrebbe essere l’occasione per impararlo. Il sito, se pur completo e funzionale in tutte le sue parti, è in una versione beta (in fase di test), sono da ritenersi normali rallentamenti di caricamento. E’ già in fase di sviluppo e costruzione il nuovo sito che sarà presentato a fine settembre. A breve sul blog si potrà partecipare al sondaggio per la scelta dei gadget da produrre col nostro brand e… a vostro piacimento!! Riteniamo che sia importante una nuova forma d’interazione tra cliente e società, in modo da realizzare ciò che preferite di più. I prodotti già disponibili sono stati selezionati con molta cura e sono di alta qualità quindi, per essere o sentirsi veri siciliani, è necessario che entrino a far parte del vostro guardaroba !!

mercoledì 30 luglio 2008

Vacci Lisciu FunClub: il Blog del Divertimento !!!

Ciao a tutti,come avete già letto è nato il nuovo marchio Vacci Lisciu, frutto della mia passione per le tradizioni siciliane, passione che ho voluto esprimere utilizzando un’immagine che mi ricorda la Sicilia e la sua storia. Questo blog è dedicato alla conoscenza del nuovo marchio per commentarlo insieme e seguire i suoi sviluppi, un mezzo per poter incontrare amanti della Sicilia che hanno voglia di scambiarsi informazioni e notizie su ciò che di più bello offre la Trinacria, e non solo… forse parlarne può far sentire più vicini a casa tutti quelli che, come me, sono lontani dalla famiglia per motivi di lavoro.