Visualizzazione post con etichetta trinacria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trinacria. Mostra tutti i post

venerdì 25 settembre 2009

I Simboli della Sicilia

Un vero siciliano, anche se vive lontano dalla propria terra d’origine, non può non conoscerli !!!


I simboli ufficiali della Regione Sicilia sono:
.
a) la bandiera;
b) lo stemma;
c) il gonfalone.
.
La bandiera Siciliana fu adottata ufficialmente con la legge regionale n. 1 del 2000, precedentemente i simboli ufficiali della Sicilia erano stemma e gonfalone, adottati con la legge regionale n. 12 del 1990.
La legge stabilisce che la bandiera siciliana sia esposta all'esterno del Parlamento siciliano (Assemblea Regionale Siciliana), dalla sede della giunta regionale, dalle sedi dei consigli provinciali e comunali, dalle sedi dei presidenti delle provincie regionali e dei sindaci dei comuni, nelle sedi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, negli edifici in cui sono costituiti seggi elettorali in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento siciliano.
.
La bandiera.
.
La bandiera della Sicilia è formata da un drappo di forma rettangolare, di colore rosso aranciato e giallo in senso diagonale, al centro riproduce lo stemma della Regione siciliana, raffigurante la Triscele color carnato con il gorgoneion e le spighe, che ha dimensioni pari a tre quinti dell'altezza della bandiera.
.La storia del Triscele è articolata e, per alcuni versi, ancora avvolta nel mistero poichè si ricollega alla mitologia: simbolo della Sicilia, è composta dalla testa della Gorgone, i cui capelli sono serpenti intrecciati con spighe di grano, dalla quale si irradiano tre gambe piegate all'altezza del ginocchio.
La Gorgone è un personaggio mitologico che, secondo il poeta greco Esioso (VIII - inizio VII secolo a.C.), era ognuna delle tre figlie di Forco e Ceto, due divinità del mare: Medusa (la Gorgone per antonomasia), Steno (la forte), Euriale (la spaziosa). Avevano zanne di cinghiale, mani di bronzo, ali d'oro, serpenti sulla testa e nella vita, abitavano presso le Esperidi (figlie di Atlante, abitanti presso l'isola dei Beati, nella parte più occidentale del mondo), ed erano in grado, con uno sguardo, di pietrificare gli uomini.
Le spighe di grano sono simbolo di fertilità del territorio.
Le tre gambe rappresentano i tre promontori (in greco triskeles) punti estremi dell'isola: capo Peloro (o punta del Faro, Messina), capo Passero (Siracusa), capo Lilibeo (o capo Boeo, Marsala).
.Un'altra versione della testa è quella di una donna, forse di una dea, in taluni casi raffigurata con le ali per indicare l'eterno trascorrere del tempo, contornata da serpenti per indicare la saggezza. I serpenti in seguito furono sostituiti da spighe di frumento dai Romani per significare la fertilità della terra dell'Isola e simboleggiare il suo status di "granaio" di Roma.
Il Triscele apparve sulla scena prima della colonizzazione greca dell'isola, ma furono i Greci per primi a chiamarla Trinakìa (mutato nel tempo in Trinacrìa), dalla parola greca: trinacrios, che significa treis (tre) e àkra (promontori), da cui anche nel latino trìquetra (a tre vertici). Il Triscele, in seguito, fu adottato dai greci come simbolo della Trinacria, che è rimasto un sinonimo per Sicilia.
.
Gli studiosi sono concordi nell'affermare che si tratta di un antico simbolo religioso orientale, sia che rappresentasse il dio Baal, o il sole, nella sua triplice forma di dio della primavera, dell'estate e dell'inverno, sia che rappresentasse la luna con le gambe talora sostituite da falci lunari. Le sue più antiche manifestazioni documentarie, si trovano. in monete di varie città dell'Asia Minore, come Aspendo in Panfilia, Olba in Cilicia, Berrito e Tebe nella Troade, ed in città della Licia, con datazione variabili dal VI al IV secolo a.C.. Il simbolo della Trinacria, se perdette il suo originario valore solare, ne acquistò uno sacrale in Sicilia, dato il suo valore apotropaico, che lo trasformò in una sorta di talismano.I normanni, arrivati in Sicilia nel 1072, esportarono la Trinacria nell'isola di Man, che la scelse come simbolo in sostituzione di quello precedente (un vascello) di origine scandinava.
.
Il vessillo ufficiale della Regione Siciliana, drappo bicolore giallorosso con al centro il vecchio simbolo triscelico della Trinacria, esprime diagonalmente il giallo della bandiera civica di Palermo e il rosso della bandiera civica di Corleone, che fu il primo comune siciliano a seguire l'esempio di Palermo nella vigorosa rivolta antifrancese del Vespro Siciliano, scoppiato nella Città di Palermo il 30 Marzo 1282, che vide la contesa tra gli angioini ed i siciliani ai quali si allearono gli aragonesi.
Un momento di rilevanza simbolica della Trinacria nella storia della Sicilia si è avuta il 30 agosto 1302 con la costituzione dell'isola in Regno di Trinacria a seguito della pace di Caltabellotta, alla conclusione della guerra del Vespro. La titolarità del regno era, dal punto di vista formale, assegnata a Federico II d'Aragona, di fatto era indipendente dal resto dei possedimenti angioini nell'Italia meridionale.
La Trinacria è presente anche negli stemmi di varie dinastie nobili quali gli Stuart d'Albany d'Inghilterra (forse derivato proprio dal loro dominio su isole del mare d'Irlanda, tra cui l'isola di Man), i Rabensteiner di Francia, gli Schanke di Danimarca, i Drocomir di Polonia e in quello di Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie all'inizio del 1800.
.
Il gonfalone.
.
Il gonfalone della Regione siciliana, delle dimensioni di metri due per uno, è costituito da uno scudo collocato su fondo azzurro, a sua volta campeggiante su uno scudo inquartato (in alto, a sinistra, giallo; a destra, rosso aranciato, con l'iscrizione colore bianco «REGIONE SICILIANA»; in basso, a sinistra, rosso aranciato; a destra, giallo), bordato da un filetto colore oro.
.
Il criterio che ha presieduto al disegno del gonfalone, che è gelosamente conservato alla Presidenza della Regione di piazza Indipendenza a Palermo, è stato quello di raffigurare gli emblemi delle famiglie che hanno fatto della Sicilia un Regno.
.
In alto a sinistra si trova quello degli Altavilla (famiglia normanna).
La loro "avventura nel Sud" iniziò nel santuario di San Michele a monte S. Angelo, dove si erano recati in pellegrinaggio e dove furono "ingaggiati" per cacciare i bizantini dal meridione d'Italia. Lo fecero così bene, che mentre Roberto il Guiscardo cacciò i "greci", il fratello minore, Ruggero, con una guerra durata trent'anni, fece lo stesso in Sicilia con gli arabi, sconfiggendo l'Islam e restituendo piena libertà alla fede cristiana. Essi portarono la nostra regione a grande splendore, costruirono le grandi chiese arabo-normanne, diedero pace e benessere al nostro popolo. L'aquila nera presente nel secondo quarto, in alto a destra, è l'emblema degli Hohestaufen, duchi di Svevia, e successivamente imperatori del Sacro Romano Impero. Federico II, figlio di Enrico VI e dell'ultima normanna, Costanza, regnerà da Palermo sul Sacro Romano Impero. Le spoglie di questi tre personaggi riposano nella cattedrale di Palermo.
Nel terzo quarto sinistro, in basso, la triscele (in colore carnato su campo argenteo).
Nell'ultimo quarto è presente il simbolo della casa aragonese, i cui colori rosso ed oro richiamano l'origine spagnola e le due aquile nere il suo legame con gli svevi.

I Simboli della Sicilia. 

martedì 12 agosto 2008


Vacci Lisciu a Taormina
Lo Staff Vacci Lisciu in Tour a Taormina.
.
Da buon siciliano ogni estate torno nella mia Isola e,dato che i luoghi da visitare e apprezzare sono innumerevoli, quest’anno ho deciso di trascorrere parte delle mie ferie a Taormina, meravigliosa meta di vacanze, che mi permette di unire le mie passioni per il mare, le bellezze naturalistiche e la storia.Vi racconto qualcosa di questa bellissima città.Taormina ha alle spalle un grande bagaglio storico e culturale. Il suo nome originario era Tauromenion, dal Monte Tauro su cui si trova, e la nascita e lo sviluppo di questo centro fu dato dall’arrivo di profughi greci che provenivano dalla prima colonia greca siciliana, Naxos, intorno al IV secolo a.C.
Risale proprio a questo periodo la costruzione del famoso Teatro Antico che, contornato da un magnifico panorama comprendente da una parte la baia di Schisò e dall’altra l’Etna, oggi è sede d’importanti manifestazioni di musica, cinema, moda e arte.
La città attraversò periodi di prosperità e altri di decadenza a seguito delle varie dominazioni subite, da quella romana, con il rifacimento dell’antico teatro in anfiteatro e la costruzione di nuove opere architettoniche tra cui le “Naumachie”, bizantina, testimoniata e valorizzata dalla presenza di due splendide roccaforti, da quella araba, che distrusse parte della città e che è ricordata dalla torre del Palazzo Corvaia, a quella normanna, con il consolidamento del tessuto urbano, e spagnola.
La sua bellezza architettonica e naturalistica nei secoli ha sempre attirato artisti e personaggi famosi da tutto il mondo, dai reali inglesi a Nietzsche, da Oscar Wilde a Liz Taylor, da Richard Wagner a Greta Garbo, ed è ancora oggi una tra le più rinomate mete turistiche, i suoi colori, i suoi angoli, la sua atmosfera, i suoi panorami rapiscono ed incantano chiunque ci vada, naturalmente anche me!!
Altra meraviglia della città sono le coste bagnate dal mar Ionio, la Baia di Mazzarò, la Baia delle Sirene, Capo di Sant’Andrea e Isola Bella. Questa splendida isola, che a seconda dell’oscillazioni delle maree diventa una penisola, fu arricchita da fine Ottocento a fine Novecento, prima da Lady Florence Trevelyan e poi dai fratelli Busurgi, di specie vegetali esotiche e di pittoresche costruzioni, fino a quando nel 1980 fu acquistata dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e nel 1998 dichiarata Riserva naturale orientata, unica per il suo valore naturalistico, storico e culturale, importante per il suo ambiente marino ricco di specie vegetali e animali e di reperti archeologici. Sono tutti posti meravigliosi, allora, che aspettate a fare un giro da queste parti?

mercoledì 6 agosto 2008


Partecipate al BLOG VacciLisciu FunClub !!
Inviateci le vostre foto e i vostri articoli
.
E’ iniziato il gran caldo d’agosto e le valigie sono già pronte per la partenza.
Le mete per le vacanze estive saranno le più disparate, ma come resistere al richiamo della Sicilia??!!
Dovunque vi troviate avremmo il piacere di ricevere descrizioni e notizie, da inserire sul Blog VacciLisciu FunClub, sui luoghi da voi scelti, rendendoci partecipi delle vostre vacanze grazie alle vostre foto, in cui magari indossate uno dei capi Vacci Lisciu !!
Allora, che aspettate, inviate le vostre e-mail a
blog@vaccilisciu.com, il vostro articolo sarà on-line!

mercoledì 30 luglio 2008

Vacci Lisciu FunClub: il Blog del Divertimento !!!

Ciao a tutti,come avete già letto è nato il nuovo marchio Vacci Lisciu, frutto della mia passione per le tradizioni siciliane, passione che ho voluto esprimere utilizzando un’immagine che mi ricorda la Sicilia e la sua storia. Questo blog è dedicato alla conoscenza del nuovo marchio per commentarlo insieme e seguire i suoi sviluppi, un mezzo per poter incontrare amanti della Sicilia che hanno voglia di scambiarsi informazioni e notizie su ciò che di più bello offre la Trinacria, e non solo… forse parlarne può far sentire più vicini a casa tutti quelli che, come me, sono lontani dalla famiglia per motivi di lavoro.