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lunedì 13 dicembre 2010

LA CUCCIA PER S. LUCIA: FESTA, CULTO E TRADIZIONE

La cuccìa dolce

Ingredienti:

600 g di grano

500 g di ricotta

300 g di zucchero

150 g di cioccolato fondente

1 bustina di vaniglia

Latte

Sale

Le dosi di questa ricetta sono per 6 persone.

Si tratta di una ricetta molto semplice anche se il grano richiede un trattamento piuttosto lungo perché bisogna metterlo ad ammollare in abbondante acqua per almeno 24 ore; poi sciacquatelo e cuocetelo in acqua salata a fuoco basso per circa 5 ore finchè non diventa tenero. Trascorso questo tempo, scolatelo accuratamente e mettetelo in una terrina.

In un recipiente a parte, lavorate bene la ricotta, lo zucchero e la vaniglia, allungando con un pò di latte se il composto dovesse essere troppo asciutto. Passate infine il tutto al setaccio in modo che la crema risulti liscia e senza grumi. Unite infine il composto di ricotta al grano e ai pezzetti di cioccolato, mescolate bene e servite in coppette individuali.

Per una preparazione più immediata, senza bisogna di tenerlo a bagno, comprate un tipo di grano semi-lavorato, cioè asportato del suo strato di crusca più esterno, il grano duro semiperlato.

La cuccìa come tu vuoi

Ingredienti:

500 g di Grano duro semiperlato

Zucchero, cannella, sale, olio extravergine di oliva a piacere.

Fate cuocere 500 g di grano in una pentola con 5 l circa di acqua a fiamma alta fino alla bollitura, poi abbassate la fiamma e continuate la cottura per circa un’ora senza mai girarlo (con la pentola a pressione in meno acqua lasciate cuocere per 20 minuti circa).

Per la minestra: a cottura ultimata salate e scolate a piacere, poi aggiungete l’olio extravergine d’oliva.

Per un dolce semplice: a cottura ultimata aggiungete a piacere zucchero e cannella.


FESTA, CULTO E TRADIZIONE

La festa di S. Lucia è una tipica festa liturgica in onore di una vergine martire delle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano ai cristiani agli inizi del IV secolo d.C.

Santa Lucia, patrona di Siracusa e dei non vedenti, era una giovane siracusana di ricca famiglia, che dopo aver avuto in visione S. Agata decise di donare la sua vita e i suoi beni a Cristo. Un suo pretendente, saputo ciò, si vendicò denunciandola come cristiana al Prefetto. Lucia riuscì a sopportare torture terribili, ma infine, inginocchiatasi in preghiera, venne decapitata con un pugnale.

Privo di testimonianze è l’episodio di Lucia che si strappò gli occhi, probabilmente è diventata la protettrice della vista e degli occhi per il suo nome originato da Lux, luce.

Ciò che lega la Santa alla Cuccìa è il miracolo della fina della carestia, avvenuto a Siracusa il 13 maggio del 1646, quando la popolazione in preghiera a S. Lucia nella cattedrale, ebbe un segno divino, una colomba posatasi sull’altare, e l’annuncio dell’arrivo di una nave carica di cereali e frumento. Si narra che il popolo affamato mangiò il frumento così com’era senza macinarlo.

Il culto della santa si è diffuso in tutta Italia e nel mondo anche in seguito all’appropriazione del corpo della santa da parte dei Bizantini, corpo che successivamente fu trafugato dai Veneziani in seguito alla conquista di Costantinopoli e oggi conservato a Venezia nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia.

Nel nord d’Italia il 13 dicembre è una bellissima festa per i bambini perché di notte la santa, con l’asinello e il cocchiere porta doni ai bambini, che devono fargli trovare in casa una tazzina di caffè, un pezzo di pane e un piatto di farina per l’asinello.

domenica 16 maggio 2010

I MENNULE - LE MANDORLE

Se c’è un’immagine che evoca la Sicilia, questa è sicuramente la Valle dei Templi di Agrigento che in primavera è vestita a festa per la fioritura dei mandorli.

In effetti questa pianta, la cui coltivazione è molto antica, ha da sempre alimentato miti e leggende. Gli antichi Greci narravano che Fillide, una principessa tracia,, incontrò Acamante, sbarcato nel suo regno per una sosta durante la navigazione verso Troia. I due giovani si innamorarono perdutamente, ma Acamante fu costretto a proseguire con gli Achei. La giovane principessa, non vedendolo tornare con le navi vittoriose, si lasciò morire per la disperazione. La dea Atena, commossa da questa struggente storia d’amore, decise di trasformare Fillide in uno splendido albero di mandorlo. Acamante, che in realtà non era morto, quando seppe che Fillide era stata trasformata in albero abbracciò la pianta che, per ricambiare le carezze, fece prorompere dai suoi rami fiori anziché foglie. L’abbraccio si ripete ogni anno quando i fiori del mandorlo annunciano la primavera.

Per poter gustare il sapore del seme del mandorlo ogni anno attendiamo l’estate, con precisione il mese di agosto. La mandorla, seme contenuto all’interno dell’endocarpo legnoso del frutto, drupa carnosa di colore verde, è rivestita di un sottile tegumento di colore variabile dal marrone all’ocra, liscio o rugoso, ed è un ingrediente base per la realizzazione di tante speciali e gustose ricette siciliane, dal dolce al salato, dal marzapane al latte di mandorla.

Oggi Nonna Pina e Nonna Enza vogliono suggerirvi una ricetta abbastanza semplice e veloce per preparare dei “Pasticcini alle mandorle”.

INGREDIENTI :

300 g. di pasta frolla surgelata
100 g. di granella di mandorle
100 g. di mandorle macinate in polvere
120 g. di zucchero
1 limone
1 arancia
2 cucchiai di lamelle di mandorle
Zucchero a velo
Burro e farina per lo stampo

PREPARAZIONE :

Fate scongelare la pasta frolla, quindi con essa rivestite delle formine imburrate ed infarinate. Punzecchiate la pasta e mettete gli stampini in frigo. Mescolate la granella di mandorle con le mandorle macinate, lo zucchero e la scorza grattugiata del limone. Aggiungere il succo d’arancia e mescolate. Riempite le tartelle con il ripieno preparato, cospargetele di mandorle a lamelle e cuocetele per 20 minuti nel forno già caldo a 190°, lasciate raffreddare quindi cospargete di zucchero a velo.

Buon appetito!!

domenica 24 gennaio 2010

La Cassata Siciliana di Nonna Pina & Enza


Una nuova Ricetta Tipica Siciliana, regalata da Nonna Pina & Nonna Enza !!!

*** Le dosi di questa ricetta sono per 6 persone.

Ingredienti del Pan di Spagna :

300 g di farina
250 g di zucchero
6 uova
1/2 bicchiere di latte
1 bustina e mezzo di lievito

Ingredienti del Ripieno :

500 g di ricotta
250 g di zucchero
300 g di canditi misti
200 g di marmellata di albicocche
100 g di cioccolato fondente
2 cucchiai di pistacchi sgusciati
1 baccello di vaniglia
1 bicchierino di maraschino
1 bicchierino di acqua di fiori d’arancio

Preparate il pan di Spagna incorporando le uova montate allo zucchero, al lievito e alla farina. Mescolate bene, ammorbidendo il composto con il latte. Imburrate una teglia e adagiatevi sul fondo un foglio di carta oleata, versatevi la pasta e passate in forno caldissimo, fino a quando non la vedrete lievitare: a questo punto abbassate la temperatura e lasciate cuocere per 15 minuti circa. Togliete il pan di Spagna dal forno, fatelo raffreddare e poi tagliatelo a fette di circa 1 cm di spessore. Foderate uno stampo (rotondo o rettangolare), ricoperto di carta oleata, con le fette di dolce e spennellatele con una piccola parte della marmellata, sciolta sul fuoco e mescolata con l’acqua di fiori d’arancio.

Mettete in un tegame lo zucchero, ½ bicchiere d’acqua e la vaniglia e lasciatelo su fuoco basso fino a quando il composto non avrà la consistenza di uno sciroppo. Eliminate quindi la vaniglia, fatelo intiepidire e incorporatevi la ricotta. Lavorate a lungo con un cucchiaio di legno sino a ottenere una crema liscia e senza grumi. Aggiungete i canditi, fatti a dadini, il cioccolato, a pezzetti, i pistacchi, che avete già spellato gettandoli nell’acqua bollente e asciugato accuratamente, e il maraschino. Versate la crema di ricotta nello stampo avendo cura che non rimangano vuoti d’aria all’interno del dolce e ricoprite il tutto con le fette di pan di Spagna. Mettete la cassata a raffreddare in frigorifero per almeno 2 ore, poi sformatela con delicatezza su un piatto da portata e ricopritela con la glassa di marmellata e acqua di fiori d’arancio, guarnendola a piacere con frutta candita. Lasciate in frigorifero ancora 2 ore prima di servire.