venerdì 31 maggio 2013

Il Testamento di Franco Battiato !!!



Portiamo la vostra attenzione al nuovo Video presentato in questi giorni relativo al nuovo singolo di Franco Battiato,Testamento, dell'ultimo album "Apriti Sesamo". Come sempre il cantautore e musicista catanese non delude i suoi fans con un'opera davvero entusiasmante fatta di soavi musiche e parole poetiche molto profonde presentata da un video d'eccezione.



Il videoclip che accompagna la canzone è un vero e proprio capolavoro girato fra le incantevoli sale del palazzo Manganelli e l'Orto Botanico di Catania con la partecipazione dell'attrice Tea Falco, per i costumi della stilista Marella Ferrara, e per la regia di Beniamino Catena.

Un videoclip molto curato nei dettagli e dai profondi significati con la sensazione di una dimensione eterna in cui Battiato vuole essere ricordato, giunto ormai all'età di 67 anni e con alle spalle una lunghissima carriera di successi.
Questa canzone è, infatti, una sorta di testamento dell'artista per i suoi fans con riferimenti e temi importanti come la reincarnazione e l'inferno di Dante visti da quella dimensione eterna in cui "noi non siamo mai morti, e non siamo mai nati" che forse un po' tutti oggi giorno dimentichiamo spesso nella frenesia della vita moderna che ci va perdere di vista i veri valori dell'umanità...

Ecco i stupendi versi di questa incantevole poesia musicale scanditi dal motto "We never died, we were never borne!":

Lascio agli eredi l'imparzialità,
la volontà di crescere e capire,
uno sguardo feroce e indulgente,
 per non offendere inutilmente.

Lascio i miei esercizi sulla respirazione,
Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione.

Lascio agli amici gli anni felici, delle più audaci riflessioni,
la libertà reciproca di non avere legami

e mi piaceva tutto della mia vita mortale,
anche l'odore che davano gli asparagi all'urina.
We never died,
we were never borne!

We never died,
we were never borne!
Il tempo perduto chissà perché, non si fa mai riprendere
i linguaggi urbani si intrecciano e si confondono nel quotidiano.

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtude e conoscenza"...
l'idea del visibile alletta, la mia speranza aspetta.

Appese a rami spogli, gocce di pioggia si staccano con lentezza, 
mentre una gazza in cima ad un cipresso, guarda.
Peccato che io non sappia volare, ma le oscure cadute nel buio
mi hanno insegnato a risalire.

E mi piaceva tutto della mia vita mortale,
noi non siamo mai morti, 
e non siamo mai nati. 
 We never died,  
we were never borne! 

We never died,  
we were never borne.

domenica 25 novembre 2012

Ricetta Tipica Siciliana: I Cannoli Siciliani




Una nuova Ricetta Tipica Siciliana, regalata da Nonna Pina & Nonna Enza !!!

*** Le dosi di questa ricetta sono per realizzare 20 Cannoli.


Ingredienti per la realizzazione dei Cannoli Siciliani :

Per le scorze:

250 g di farina
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaio di zucchero semolato
40 g di burro
1 albume
1 cucchiaio di Marsala
sale
olio di semi

Per la crema:

500 g di ricotta di pecora

150 g di zucchero semolato
estratto di vaniglia
cioccolato fondente a scaglie
scorzette di arancia candite
sale

Impastate il burro con la farina setacciata, il cacao, lo zucchero, il Marsala e una presa di sale, incorporando l'acqua necessaria, fino ad ottenere un composto consistente.
Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigo per circa 1 ora. 
Passate al setaccio la ricotta e raccoglietela in una terrina. 
Unite lo zucchero, la punta di un cucchiaino di estratto di vaniglia e un pizzico di sale e amalgamate con cura.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile e ricavatene delle forme ovali; avvolgetele attorno agli speciali cannelli di alluminio e sovrapponete le due estremita', sigillandole con poco albume sbattuto. 
Friggete le scorze con il tubo in abbondante olio caldo;
sgocciolatele e sfilate i cannelli solo quando saranno fredde. Incorporate un paio di cucchiai di cioccolato al composto di ricotta. Farcite i cannoli, poco prima di servirli e spolverizzateli di zucchero a velo; decorateli infine, con scorzette di arancia candite.

I cannoli tipici siciliani non possono mancare nella colazione domenicale di un siciliano... 

Buon divertimento e buona domenica da Nonna Pina & Nonna Enza!!! 




martedì 16 ottobre 2012

Aeroporto di Catania Fontanarossa: Chiusura dal 5 Novembre al 5 Dicembre?

Salve!!! 

Tanti di voi si stanno chiedendo se l'aeroporto di Catania Fontanarossa sara' chiuso per 30 giorni dal 5 Novembre al 5 Dicembre 2012 e possiamo subito confermarvi che...
...I VOLI SONO OPERATI REGOLARMENTE!!!

Lo scalo siciliano di Catania continuera' ad operare regolarmente i voli DA e PER Catania, ma si dovranno seguire delle precise indicazioni perche' gli aerei partiranno dall'aeroporto militare di Sigonella, nel quale ci si arrivera' tramite un BUS NAVETTA gestito e organizzato dall'aeroporto di Catania.

ATTENZIONE: Il Check-In sara' aperto 3 ore prima della partenza e si verra' accettati entro 90 minuti dall'orario di Partenza.

A seguire ecco qualche informazione aggiuntiva riguardo la chiusura di 30 giorni dell'aeroporto di Catania Fontanarossa, a causa dei lavori di riqualificazione della pista. 


Per ulteriori informazioni consiglio di consultare il sito web Aeroporto di Catania nel quale troverete tutte le informazioni utili per viaggiare durante il periodo in oggetto. 

Ancora una volta siamo dispiaciuti per questo disagio siciliano, dunque,

Lo Staff di Vacci Lisciu augura a Tutti Voi ... un Buon Volo !!!

tag: aeroporto di Catania, chiusura aeroporto di catania, aeroporto siciliano, scalo siciliano, chiusura per lavori, siciliani, disagio siciliano.

sabato 13 ottobre 2012

I Dolci Tipici Siciliani: Bersaglieri Neri e Bianchi, Frutta Martorana

Salve a tutti amici di Vacci Lisciu, anche quest'anno vi forniamo un po' di ricette dei buonissimi dolci tipici siciliani che si mangiano, soprattutto, in questo periodo dell’anno, per la festa di Tutti i Santi e per la Commemorazione dei Morti. Allora, buona preparazione !!

BERSAGLIERI AL CIOCCOLATO


Anche questi biscotti fanno parte dei buonissimi dolci della tradizionale Festa dei Morti. Nella provincia catanese li chiamiamo Bersaglieri, ma in altri posti vengono chiamati Reginette o a volte anche Totò.

Gli ingredienti :
500 g di farina
400 g di fondente
200 g di lievito madre (quello utilizzato dai fornai)
200 g di cioccolato fondente
100 g di zucchero
80 g di strutto
1 pizzico di vanillina
1 pizzico di sale
25 g di burro per la placca


Versate la farina su una spianatoia, facendo una fontana, e versate acqua tiepida (10 cl circa) amalgamando il tutto con cura, insieme ad un pizzico di sale e allo strutto, e aggiungete il lievito madre e lo zucchero. Dopo aver impastato fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo, ricavatene dei bastoncini lunghi 10 cm circa. Imburrate una placca e disponetevi i bastoncini ben distanziati fra loro. Copriteli con un canovaccio e lasciateli lievitare, in luogo tiepido, fino a quando avranno raddoppiato il loro volume. Metteteli in forno già caldo a 200°C e fateli cuocere per 10 minuti. Sfornateli e abbassate la temperatura del forno a 150°C. Rimettete i biscotti in forno e fateli cuocere per 15-20 minuti. Intanto preparate la glassa sciogliendo a bagnomaria il cioccolato con il fondente e la vanillina (per la glassa al limone sciogliere zucchero in acqua e limone).
Intingete i biscotti nella glassa ricoprendoli completamente. Lasciateli asciugare e … 

... adesso altri dolci tipici siciliani... veramente ottimi, ovvero la:

FRUTTA MARTORANA

La Frutta di Martorana deve il suo nome alla Chiesa della Martorana di Palermo nei pressi del convento omonimo, dove le suore ebbero l’idea di creare con il marzapane dei dolcetti con i colori e la forma dei più diversi frutti. Secondo una nota tradizione, la frutta di Martorana sarebbe nata perché le suore, per abbellire il convento per la visita del papa dell'epoca, vollero sostituire i frutti raccolti dal loro giardino creandone di nuovi con mandorla e zucchero.

Ecco gli ingredienti del Marzapane (detto “a caldo”) :
250 g di mandorle sgusciate
500 g di zucchero
Finitura: coloranti per dolci e gomma arabica


- Preparate innanzitutto il marzapane, di cui vi diamo una versione casalinga.
- Tuffate le mandorle in acqua bollente per togliere la sottile pelle che le ricopre, nel caso aveste le mandorle da sgusciare e non pelate; poi passatele subito in forno caldo in modo che si asciughino bene, ma attenti a non bruciarle. 
- Pestatele in un mortaio, aggiungendo ½ bicchiere d’acqua, così da ottenere una pasta omogenea. Mettete lo zucchero in un pentolino a fuoco basso con qualche cucchiaio d’acqua e fatelo sciogliere, mescolando con un cucchiaio di legno.
- Unite la farina di mandorle allo sciroppo di zucchero, girate un attimo e versate su un piano (possibilmente di marmo bagnato), aspettate che si raffreddi un po’ (per evitare ustioni) e incominciate ad impastare e lavorate a lungo in modo da amalgamare bene gli ingredienti e ottenere una pasta fine e omogenea.
- Potete ora dare alla pasta le forme che la vostra fantasia vi suggerisce.
- Disponete i dolcetti siciliani su un piano infarinato e lasciateli asciugare un paio di giorni.
- Colorateli quindi con i coloranti per dolci, lasciateli asciugare e infine lucidateli con la gomma arabica.


Lo staff Vacci Lisciu (visitateci al sito www.vaccilisciu.it, augura a tutta la Sicilia, i siciliani all'estero e a tutti i simpatizzanti della Sicilia ... una buona preparazione dei buonissimi dolci e ... Buon Appetito!!!


tag: sicilia, dolci tipici siciliani, vacci lisciu, frutta martorana, bersaglieri dolci, cucina siciliana, dolci siciliani. 

martedì 11 settembre 2012

Miss Italia 2012 è Siciliana !!!



Ebbene sì ... Giusy Buscemi, nata in Sicilia, a Mazara del Vallo (Trapani), 19 anni, 1 metro e 75 di altezza, occhi verdi e riccioli biondi è la nuova Miss Italia 2012. 

A incoronarla, ieri sera durante la Finale in diretta su Raiuno, è il presidente di giuria Beppe Fiorello. 




Diplomata in maturità scientifica, Giusy aspetta il risultato del test di ammissione all'università, ha un fratello di 17 anni e nel tempo libero pratica danza. E' una ragazza molto legata alla sua famiglia e alle tradizioni. Ha partecipato a Miss Italia perchè, ha raccontato, è stato il sogno di tutta la sua adolescenza. Appassionata di cinema, spera un giorno di diventare attrice. 




Noi di Vacci Lisciu, Fieri di essere Siciliani .... come lei, le facciamo i migliori Auguri !!! 



giovedì 6 settembre 2012

PERSONAGGI SICILIANI: ANTONINO RAGONA


Caltagirone, la sua città, non potrà mai dimenticarlo !! 

Ad un anno circa dalla sua scomparsa la memoria del professor Antonino Ragona è sempre viva, impressa in tutte le sue opere, capolavori che rivelano una grande cultura e soprattutto un grande amore per la ceramica.
Tra i più grandi rappresentanti della calatinità di tutti i tempi, il suo genio creativo si espresse con la progettazione della decorazione in maiolica delle 142 alzate della Scala Monumentale di S. Maria del Monte e per la cui realizzazione raccolse in tutta la Sicilia maioliche risalenti ad un arco di tempo compreso tra il X e il XX secolo. 

La Scala insieme al lavoro di ricerca filologica e di raccolta di materiali museografici documentari costituiscono oggi il patrimonio base dell’unica istituzione dell’Isola che presenti il quadro storico completo dello svolgimento tecnico-artistico della ceramica siciliana dalle origini ai nostri giorni.


Dottore in Lettere fu non solo un grande ceramista, ma anche ceramologo, autore di testi fondamentali sulla storia della ceramica siciliana dalle origini ai giorni nostri, direttore dell’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica, del Museo Civico, del Museo Regionale della Ceramica e fondatore della Società di storia, patria e cultura. 

Per chi si trovasse a visitare Caltagirone, tra le altre sue opere è possibile ammirare: 
la statua in terracotta policroma dell’Addolorata nella Chiesa dei P.P. Cappuccini; 
i ritratti degli uomini illustri calatini nella galleria "L. Sturzo";  
il grandioso pannello in maiolica posto a coronamento della Scala, raffigurante il trionfale ritorno dei mille prodi Calatini corsi in aiuto del Conte Ruggiero normanno nell’espugnazione della rocca di Judica; 
la progettazione del rivestimento in maiolica con l’aquila di coronamento nel palco musicale del Giardino Pubblico.

giovedì 7 giugno 2012

Sicilia: Vacci Lisciu Significato


Ciao a Tutti,
In tanti ci fanno la domanda "Qual'e' il significato di Vacci Lisciu in Sicilia?" e quindi subito vi descriviamo in breve il significato tramandatoci dai nostri nonni. 

Domanda: Qual'e' il significato di Vacci Lisciu?  

Risposta: Vacci Lisciu è una tipica frase siciliana che da piccoli sentivamo dire quando si giocava a “briscola”, ma i nonni ci raccontano che in tempi passati questa scritta, accompagnata dall’asso di bastoni, si trovava dipinta sui “masciddari” dei carretti siciliani di coloro che non avevano paura degli uomini malavitosi: era un avvertimento a stare lontani e a non attaccar briga e, probabilmente, anche una sorta di amuleto contro le iettature degli invidiosi. Questo e' il vero significato del famoso termine siciliano Vacci Lisciu.



Vacci Lisciu

La risposta in dialetto Siciliano:


Vacci Lisciu è na frasi tipica chi da picciriddi sentiamu diri quannu si jucava a “briscula”, ma li
nanni ci cuntanu ca nni tempi passati ‘sta scritta, accumpagnata da n’assu di bastuni, si truvava
pitturata supra li “masciddari” di carretti siciliani di chiddi chi nun avianu paura di l’omini
malavitosi: era n’avvertimentu a stari luntani e a nun fari sciarre e macari na sorti di amuletu contru
li iettaturi di li ‘nvidiusi.

Questo e' il vero significato del famoso termine siciliano Vacci Lisciu.

tag: vacci lisciu significato, significato vacci lisciu, siciliani, frase tipica siciliana, dialetto siciliano





venerdì 12 agosto 2011

CUCINA SICILIANA: POVERA MA... DI GUSTO STRAORDINARIO


Nella cucina siciliana ci sono piatti che per la loro semplicità e per la scarsezza degli ingredienti sono stati definiti piatti "poveri" del popolo.

Gli ingredienti adoperati per realizzarli sono principalmente verdure e ortaggi di produzione locale, pesce, soprattutto quello azzurro - che lo splendido mare che circonda l'isola offre abbondantemente - e carne nelle sue parti meno nobili come le interiora, la testa, il collo, la coda o le zampe.

Questa "povertà" di ingredienti si miscela però sapientemente con la ricchezza di fantasia nel prepararli, frutto della fusione delle differenti civiltà che si sono succedute in Sicilia e che hanno lasciato anche nella cucina il segno tangibile del loro passaggio.

E' per questo che la "povertà" in Sicilia non e' mai squallida ma dignitosa, e la cucina "povera" in questa meravigliosa Isola ne è un esempio. Molto spesso era un solo piatto a costituire il menù del pranzo o della cena di una famiglia, quindi il piatto stesso diventava semplicemente "u cumpanaggiu" che accompagnava il pane. La caratteristica fondamentale della cucina siciliana sta nel fatto che uno stesso piatto può essere preparato in una versione più ricca e una più modesta. Si parte cioè da una base semplice, che poi viene arricchita di ingredienti e sapori complementari.
Alla cucina povera appartengono le "sfinci", frittelle di antichissima tradizione tipiche della Sicilia occidentale, preparate in occasione delle feste di fine anno. Si ottengono con farina, patate lesse schiacciate, lievito, sale e semi di finocchio. Ridotta in ciambelle, la pasta viene fritta con olio o, meglio, strutto e vanno servite calde, spolverizzate di zucchero.

Altro piatto povero sono le "sarde a beccafico"; il 'beccafico' è un piccolo uccello che d'estate, nel periodo di maturazione dei fichi, essendone ghiotto, ne mangia in abbondanza ingrossando a dismisura. La sarda a beccafico è un involtino creato con le sarde e con un riempimento che le fa apparire grosse appunto come i beccafichi. Queste si preparano togliendo alle sarde la testa, le interiora, la lisca lasciando la coda ed aprendole a libro. Per la forma assunta che assomiglia ad una lingua, vengono dette 'allinguate'.

Molte ricette della cucina siciliana cosiddetta povera, ruotano attorno al concetto di "involtino". L'involtino si realizza con un ingrediente di pregio e con un riempimento formato da componenti poveri. L'ingrediente di pregio è quello proteico e può essere sia carne che pesce. Va detto che quando è carne viene selezionata tra le parti meno pregiate e quando è pesce tra pesci poco costosi o da loro parti solitamente ritenute di scarto. Gli involtini di carne si realizzano partendo dal secondo taglio affettato molto sottilmente, in modo tale che la carne ci sia, ma senza costituire alla fine l'ingrediente prevalente del piatto.

Gli antipasti non fanno parte della tradizione; quelli esposti nei ristoranti altro non sono che il companatico o il secondo piatto - se non l'unico - della cucina povera: frittatine, pomodori secchi, olive condite, melanzane, verdure domestiche e selvatiche. Senza pane in Sicilia non si va a tavola, sarebbe inconcepibile. Ogni paese, ogni città vanta decine di qualità di pane, diverse per l'impasto, la forma, il tempo di lievitazione o di cottura e infiniti sono i nomi che si danno ai pani per distinguerli gli uni dagli altri. Il pane è alimento base, realizzato con lavorazioni antiche, ricoperto con semi di cumino e finocchio; particolarissimo è il "pane allo zafferano" morbido e saporito, di origine araba. "Pane e panelle" sono un cibo poverissimo quanto radicato nelle tradizioni di questa cucina: un panino o due fette di pane vengono farcite con la panella, una frittella salata realizzata con la farina di ceci. Altrettanto numerosi sono i bellissimi pani "votivi" o "festivi", vere e proprie opere d'arte, preparati appositamente per alcune feste patronali, con il preciso intento di simbologia protettiva. Il siciliano nutre per il pane un profondo rispetto: se cade per terra, lo raccoglie e lo bacia. Questa cucina prevede l'apporto - seppure modesto - della carne di maiale, che spesso viene lavorata per confezionare salsicce che servono anche per preparare un ragù con cui condire i maccheroni tradizionali per il carnevale detti "maccaruna ca sasizza".

La carne più in uso è però quella di agnello o di pecora che nelle campagne per le grandi occasioni viene cotta alla spiedo organizzato all'aperto con grandi fuochi dove si bruciano, oltre alla legna, anche rami di rosmarino ed erbe aromatiche che profumano l'arrosto. Tra le preparazioni risultano più numerose quelle che utilizzano le parti meno costose, come le interiora: sono nate così alcune specialità estremamente gustose, come il fegato nella rete, il cuore ripieno, la gelatina di maiale "zuzzo", la gamma di piatti a base di trippa e le animelle. La produzione di caci e ricotta in tutta l'Isola è antichissima: sono stati il classico companatico per colazioni, pranzi e cene di intere generazioni.

martedì 9 agosto 2011

Alberto Sordi è... Siciliano !!

Assolutamente da vedere è la bellissima interpretazione del grande Alberto Sordi nel film “Mafioso”, commedia italiana del 1962 del regista Alberto Lattuada, in cui interpreta un emigrato siciliano che vive a Milano e ritorna in Sicilia dopo anni per le ferie estive con la moglie e le figlie. Coinvolgente spaccato della vita dell’epoca in Italia, soprattutto dei siciliani, e della presenza della Mafia in Sicilia, in Italia e a New York, il film presenta le tradizioni e la cultura siciliana, evidenziando l’emozione nel ritornare nella propria “madre terra” di un siciliano emigrato, dal viaggio interminabile in treno all’arrivo in traghetto sull’isola, dall’accoglienza della famiglia ai pranzi tipici di festa, dal problema della disoccupazione a quello di essere “uomini d’onore”. E’ proprio per la riconoscenza al capomafia del paese che il protagonista, Nino Badalamenti, si trova ad essere prescelto come uomo d’onore ed intraprendere un viaggio “lungo ma corto” come ordinato dal padrino. Ed è proprio in questa parte del film che si sottolinea la presenza della Mafia, realtà inculcata attorno a cui ruota la vita dei siciliani, che entra in contrapposizione con l’onestà di un uomo che ama la vita e la sua terra ma che, quasi ingenuamente, non immagina che cosa significhi essere riconoscente al padrino del paese.

Il film in conclusione lascia lo spunto per una profonda riflessione sulla mentalità mafiosa e, a mio parere, su come possa essere annullata, perché anche se è passato mezzo secolo esiste ancora in altre forme. La mafia può essere cancellata per sempre, bisogna crederci, anche se sarà necessario molto tempo, non senza difficoltà, e con la volontà di tutti noi. Sono tanti i testimoni di questa lotta alla mafia, fra cui Giovanni Falcone di cui cito alcune frasi:

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”

“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.”




sabato 2 luglio 2011

Vacanze Siciliane 2011 - Le spiagge Siciliane premiate.

Per chi fosse ancora indeciso su dove andare per un viaggio estivo, ecco alcuni consigli per le vacanze al mare " Made in Sicily ".

Nel 2011 alle spiagge della Sicilia sono state assegnate 6 “Bandiera Blu”, il riconoscimento assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education) ai comuni rispettosi di determinati criteri di qualità delle acque, dei servizi offerti e di gestione ambientale. Di seguito i nomi dei comuni vincitori :

· Fiumefreddo di Sicilia (CT) Marina di Cottone

· Ispica (RG) Santa Maria del Focallo

· Lipari (ME) Aquacalda, Marina di Canneto

· Menfi (AG)

· Pozzallo (RG)

· Ragusa (RG) Marina di Ragusa

Inoltre, secondo la classifica degli utenti viaggiatori del sito TripAdvisor, San Vito Lo Capo è risultata come la più bella e migliore spiaggia italiana nell’ambito dei Travellers’ Choice Beaches Awards 2011, classificandosi prima in Italia e ottava in Europa. Le spiagge più apprezzate dai turisti sono quella di Macari e le Spiagge della Riserva dello Zingaro.

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è un tratto di costa situato in provincia di Trapani tra S. Vito Lo Capo e Scopello, costituito dall’alternarsi di muraglioni calcarei alti e frastagliati con piccole “calette” (spiaggette, in totale 7), istituita riserva nel 1981 grazie all’interessamento e a una serie di iniziative del mondo ambientalista e dell'Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana per la tutela di un tratto di costa che era destinato alla realizzazione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo.

Di straordinaria bellezza e ricchezza naturalistica, la riserva, nonostante la natura selvatica e l’impervietà dei luoghi, è attraversata da “trazzere” e mulattiere, da cui si ha un panorama della costa e del mare eccezionale, e sono evidenti i segni della presenza dell’uomo nel tempo.

E’ una meravigliosa esperienza fare immersioni o snorkeling nei fondali antistanti le calette, per la presenza di alghe, spugne, molluschi, pesci dai colori vivaci chetestimoniano il grado di purezza delle acque. Sottolineo che, pur non essendo una riserva marina, è vietato introdurre fucili, canne da pesca e strumenti di cattura di qualsiasi genere, si va lì solo per ammirare la bellezza della natura incontaminata.

Il Consiglio di Vacci Lisciu : scegliete l’ingresso che preferite, da S.Vito Lo Capo o da Scopello, ma andate la mattina presto per poter godere di tutte le calette senza trovarsi a camminare nelle ore di punta del sole e del caldo e soprattutto con scarpe comode per camminare !!!